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Gli amanti della musica possono immergersi nell’incantevole mondo della grande Canzone Napoletana grazie al nuovo EP di Joe Barbieri, intitolato “Accarezzame – Lazzarella – Dicitencello Vuje – Cammina Cammina”. Questo lavoro rappresenta un omaggio sentito e appassionato al patrimonio musicale napoletano, che continua ad affascinare e a toccare il cuore di molte persone in tutto il mondo.

Dopo trent’anni di carriera coronati da successi e riconoscimenti, Joe Barbieri si prepara a lanciare uno dei progetti più significativi della sua carriera. Dopo una tournée di successo lo scorso anno per celebrare questo importante traguardo, il cantautore si concentra ora su un nuovo capitolo emozionante della sua musica. Il progetto, intitolato “Vulío”, sarà accompagnato da una serie di concerti che coinvolgeranno il pubblico in un viaggio attraverso i classici della Canzone Napoletana.

Il primo assaggio di questo progetto è stato regalato lo scorso dicembre con la splendida canzone inedita “Vulesse ‘O Cielo”. Ma è il 12 gennaio sono stati presentati quattro brani che terranno a battesimo questo nuovo percorso musicale: “Accarezzame”, “Lazzarella”, “Dicitencello Vuje” e “Cammina Cammina”, dell’indimenticato Pino Daniele.

Il tour che seguirà l’uscita dell’EP prenderà il via il 7 aprile da Mola di Bari (BA), per poi attraversare numerosi teatri e festival italiani. Il 17 maggio, il tour farà tappa a Napoli, dove Barbieri sarà accompagnato da straordinari amici artisti per una serata indimenticabile in onore della Canzone Napoletana. Tra i nomi annunciati per questa notte speciale ci sono Maurizio De Giovanni, Teresa De Sio e Raiz, promettendo un evento unico e coinvolgente per tutti gli amanti della musica e della cultura napoletana.

In un periodo in cui la musica tende a diventare sempre più globale e omogenea, progetti come quello di Joe Barbieri sono un vero e proprio tesoro, che ci ricorda l’importanza di celebrare e preservare le radici della nostra cultura musicale. Con “Accarezzame – Lazzarella – Dicitencello Vuje – Cammina Cammina”, l’artista ci invita a unirsi a lui in un viaggio attraverso le emozioni e le storie che solo la Canzone Napoletana sa raccontare così intensamente. 

Come hai sviluppato la tua passione per la musica e quali artisti ritieni abbiano maggiormente influenzato il tuo percorso artistico nel modo più profondo?

Certamente Pino Daniele è stato colui che mi ha “mostrato la via”. Ho sempre amato il suo modo di pensare la melodia e di legare quest’ultima all’armonia ed al ritmo.

Poi dopo di lui per me sono arrivati il jazz – in particolare con Chet Baker e Billie Holiday – ed il Brasile (con Caetano su tutti). Oggi guardo a Puccini e a Morricone.

A che punto della tua vita hai sentito il bisogno di esprimere la tua esperienza attraverso la musica? Qual è stata la scintilla che ti ha spinto a iniziare questo percorso?

Abbastanza presto. Quando ero alle scuole elementari il regalo che chiesi per la promozione in prima media fu una chitarra, che ho poi imparato a suonare da autodidatta. Anche il desiderio di comporre e arrivato in fretta: sono iscritto alla SIAE da quando avevo quindici anni.

Qual è il tuo primo ricordo tangibile legato al mondo della musica? C’è un momento specifico che ha lasciato un’impronta duratura sulla tua percezione musicale?

Devo tornare a Pino, che fu il mio primo produttore. L’incontro con lui ha lasciato un imprinting importante, che ancora riconosco in me. Le ore trascorse in studio con lui sono tra i miei ricordi più cari. Rammento un ragazzino appena diplomato in compagnia un gigante inarrivabile, mentre sono alle prese con due chitarre e delle canzoni acerbe.

Parlando del tuo ultimo album, esiste un filo conduttore che unisce le diverse tracce nella tracklist? Qual è il messaggio o l’emozione che hai cercato di trasmettere attraverso questo lavoro?

Il filo conduttore ovviamente è riconducibile alla canzone tradizionale napoletana, la musica della mia terra, che ho cercato di rileggere attraverso tutto quel che è passato – musicalmente e non – nella mia vita. È un disco che solo ora, che ho appena traguardato i 50 anni, sento che avrei potuto fare.

C’è una canzone in particolare a cui sei profondamente legato o che ha richiesto un processo emotivo più complesso durante la sua creazione?

Tutti i brani che ho scelto sono canzoni che amo profondamente, alle quali mi sono avvicinato senza alcuna sovrastruttura filologica ma anzi con la spontaneità dell’istinto e del puro piacere personale… dunque, armato anche di un velo di incoscienza necessaria per affrontare certi capolavori, direi che non c’è stata una difficoltà vera e propria.

Nel tuo percorso artistico, quanto consideri fondamentale la ricerca e la sperimentazione di nuove sonorità? Come questa continua esplorazione impatta il tuo approccio al processo creativo?

La considero angolare. La curiosità resta il motore che è alle fondamenta di ogni progresso. È meraviglioso come anche inconsapevolmente finiamo per accumulare suggestioni e nuovi colori per la nostra tavolozza, ed è necessario riversare tutto questo nelle cose che scegliamo di fare. Un po’ come accade nella vita.

Qual è l’insegnamento più significativo che hai appreso finora attraverso la tua esperienza musicale? Come ha plasmato la tua visione artistica e il modo in cui affronti la creazione musicale?

Certamente l’attitudine a mescolare culture e stili diversi. Anche questa lezione è frutto della mia frequentazione con Pino Daniele. 

Ci sono anticipazioni o novità che desideri condividere in anteprima con i nostri lettori riguardo ai tuoi prossimi progetti o sviluppi artistici?

Aspetto con grande curiosità il tour di questo album dedicato alla canzone napoletana. Poi vorrei dedicarmi a completare un album strumentale per orchestra che ho in parte già composto.

 

Di seneci