La nostra intervista oggi è con il regista ed attore Francesco Branchetti. Il suo è un background di grande livello e di tutto rispetto. Francesco Branchetti vanta una miriade di esperienze al suo attivo e studi nei più prestigiosi luoghi della settima arte. Da oltre 20 anni, (precisamente dal 2000) inoltre collabora con i maggiori drammaturghi italiani e stranieri contemporanei, mettendo in scena molti dei loro testi. Ha diretto anche opere e concerti e lavora in diversi programmi radiofonici. Ma su di lui c’è molto molto di più, ma scopriamolo insieme attraverso questa intervista.

Ben trovato Francesco, partiamo dall’inizio che ricordi degli esordi del tuo percorso artistico?

Il mio incontro con il teatro è stato estremamente casuale ed è stato merito di una compagnia della mia città dove ho iniziato a muovere i primi passi e dove ho iniziato ad amare il teatro soprattutto grazie ad una persona il dottor Fabrizio Rafanelli che mi ha accompagnato per mano nei miei primi passi da ragazzino nel mondo del palcoscenico poi sin da subito sono stato molto fortunato e ho avuto la fortuna di poter lavorare con dei mostri sacri sia in televisione che in cinema che in teatro. Devo dire che il mio percorso è stato molto molto fortunato fino ad ora.

Spesso sognare, soprattutto in questi ultimi tempi, diventa quasi una necessità. In altri momenti invece è necessario essere estremamente realisti e per realizzare i sogni è necessario combattere. Tu dove ti collochi?

Beh sai la mia è stata un’esperienza piuttosto particolare io più che sognare il teatro ho sognato una vita speciale per cui i miei sogni erano essenzialmente indirizzati ad un certo tipo di vita, ad un certo tipo di stile di vita più che al teatro in sé che conoscevo appena; ho iniziato dopo ad imparare quanto bisognasse lottare per conquistarsi quella libertà che ho sempre sognato e in questo senso sì ti posso dire che bisogna anche essere pragmatici per riuscire a fare questo lavoro a lungo negli anni.

Secondo te che caratteristiche deve possedere l’attore?

Un attore deve portare in dote un’infinità di caratteristiche ma soprattutto deve essere capace di svuotarsi, di essere un veicolo di  grandi sentimenti di grandi passioni ma anche di meschinità, di bassezze umane; deve avere la capacità di fare spazio dentro di sé per accogliere “qualcun ‘altro”.

E il regista?

Beh innanzitutto il regista deve essere un grande conoscitore dell’animo umano più di ogni altra cosa e deve essere in grado di capire, conoscere e sapere ciò che può smuovere appunto l’animo umano per poter costruire, modellare, inventare caratteri, personaggi, situazioni sceniche per poter costruire una verità “inventata”.

Ti ha aiutato nella regia essere anche attore per la conduzione dei professionisti con cui hai lavorato?

Assolutamente sì mi ha aiutato molto soprattutto nel sapere quali sono le insicurezze e le principali preoccupazioni di un attore sapere quindi di che cosa ha bisogno da parte del suo regista.

C’è un’esperienza che ti ha particolarmente coinvolto nella recitazione o nella regia?

Come attore senz’altro i film che ho interpretato diretto da Francesco Maselli e in teatro l’Antonio e Cleopatra di Shakespeare ma sono anche molto legato a tutti gli spettacoli che ho fatto con Barbara De Rossi.

Hai vinto tantissimi premi, ultimo della serie il Premio Penisola Sorrentina per lo spettacolo dal vivo. Quale tra tutti è quello a cui sei più legato?

È stato un grande onore per me accompagnare sul palco Corinne Cléry al premio penisola Sorrentina devo dirti che i premi a cui sono maggiormente legato oltre al premio penisola Sorrentina che ho ricevuto in più occasioni sono due il premio Salvo Randone alla carriera e il premo Anna Magnani per lo spettacolo Il Bacio.

Perché?

Il motivo è senz’altro che sono premi attribuiti da giurie di grandissimo prestigio e questo mi onora davvero molto.

Da settembre sono tornati in scena i diversi tuoi spettacoli, ben cinque se non erro. Ce ne parli?

Sì sono già tornato in scena con Il diario di Adamo ed Eva accanto a Corinne Cléry e stiamo per debuttare con Le relazioni pericolose sempre accanto a Corinne.

Poi nella seconda parte della stagione sarò in scena con Sìi il tuo Nobel con Miriam Mesturino

e con Cose di ogni giorno uno spettacolo a cui tengo davvero molto e con tutti questi spettacoli saremo in scena davvero in tantissimi teatri italiani sia nelle grandi città che in provincia.

Dove ti potrà seguire il pubblico ovvero dove e quando si svolgeranno gli spettacoli nel corso della tournée nazionale?

Come ti dicevo saremo in tantissimi teatri in provincia ma anche nelle grandi città Roma Firenze Milano Napoli il pubblico potrà seguire le varie tournée sulle mie pagine social e su quelle dei teatri.

E per quanto riguarda i tuoi progetti futuri?

I miei progetti futuri riguardano una commedia che metterò in scena il prossimo anno accanto ad Isabella Giannone ….Questa è l’unica certezza che ho in questo momento.

Dove di vedi tra qualche anno?

Mi vedo in tournée con la mia compagna di viaggio Isabella Giannone dopo tanti anni sempre a sognare spettacoli e a girare l’Italia in lungo e largo.

Foto fornite dall’artista