Spread the love

Mostra: Ex voto – Artisti per Rosalia

Ex voto. Artisti per Rosalia è un omaggio alla città di Palermo e alla sua patrona: i due palazzi ai Quattro Canti ospiteranno una collettiva di 87 artisti e 12 percorsi per raccontare l’impegno dell’arte come strumento di dialogo, rispetto e ecologia ma anche denuncia contro abbandono e incuria.

L’abbraccio dell’arte si mette sotto la protezione della Santuzza che proprio dal Cassaro passerà la sera del 14 luglio. L’arte può salvare il mondo dall’oblio? Forse no, ma può tentare di farlo. Nasce da qui la grande collettiva, organizzata nei giorni del Festino ritrovato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, e curata da Andrea Guastella, da un’idea di  Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona , proprietario dei due palazzi. Dall’ingresso su via Maqueda di Palazzo Costantino, disegnato dal Marvuglia, a Palazzo Di Napoli, con gli stemmi aragonesi divenuti all’epoca dei Vespri simboli della Sicilia, gli 87 artisti riuniti in dodici progetti o collettivi, entrano in dialogo diretto con gli spazi, spesso gravemente degradati, li fanno propri, li attaccano o li accarezzano, li blandiscono o li rende vivi: il loro è un messaggio di sostenibilità, viver comune, comunità, rispetto.

All’interno del progetto Ex voto. Artisti per Rosalia, inaugura il giorno 13 luglio 2022 alle ore 16.00, Personae  con le opere di Salvo Agria, Romolo Angelini, Salvo Barone, Daniele Cascone, Momò Calascibetta, Luigi Citarrella, Alberto Criscione, Francesco Cuttitta, Alessia Forconi, Valentina Formisano, Franco Losvizzero, Fulvio Merolli, Giovanni Robustelli, Piero Roccasalvo Rub, Lola Montes Schnabel, Attilio Scimone, Anna Maria Terenghi, a cura di Andrea Guastella.

In questa carta chilometrica, Calascibetta reinterpreta forse il Cenacolo, il capolavoro di Leonardo. Si tratta tuttavia di una “festa” un po’ strana: non c’è un tavolo, e non c’è niente da mangiare. Non c’è, a ben vedere, nemmeno un traditore, perché lo sono tutti, perché nessuno, ad eccezione della figura centrale in jeans, canotta bianca e scarpe da ginnastica – “Che avete da guardare? Lavora!” sembra griglia, minacciando a gesti conseguenze in caso di diniego – sfugge al niente che, come nei manicomi di Goya, consuma l’esistenza in riti e posa senza senso.

Opera di Momo Calascibetta – FESTINO – particolare

Un unico flusso d’arte che come un abbraccio entra nel palazzo diruto, supera l’antica Cavallerizza, sale lo scalone a doppia rampa che conserva l’imponenza di un tempo, e si srotola tra le sale sbreccate, le porte rimosse, le finestre senza più vetri, per fermarsi sotto il grande affresco del Velasco, potentemente sopravvissuto; e da lì, abbandona Palazzo Costantino e si insinua dentro l’attiguo Palazzo Di Napoli, uno dei quattro Canti del Teatro del Sole. L’abbraccio dell’arte che si mette sotto la protezione della Santuzza che proprio dal Cassaro passerà la sera del 14 luglio.

L’arte può salvare il mondo dall’oblio? Forse no, ma può tentare di farlo. Nasce da qui la grande collettiva Ex voto. Artisti per Rosalia, organizzata nei giorni del Festino ritrovato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, e curata da Andrea Guastella, da un’idea di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona.

A differenza dei nostri antenati, non siamo più così certi della distanza tra vero e falso, realtà e immaginazione. Il mondo ha rinunciato alla parte dello scrigno di cui trovare la chiave. Si dubita addirittura che la chiave sia esistita. Non sorprende, perciò, che il problema della maschera sia un problema centrale.

La maschera, come raccontava a me ea un altro amico il compianto Alberto Abate, “è la possibilità che ha l’uomo di trascendere se stesso, di incontrare, senza essere riconosciuto, signori o poteri che stanno dall’altra parte e poter entrare quindi in contatto con loro. Ti indico brevemente due miti. Il mito di Atteone.

Atteone è un cacciatore che viaggia per l’Ellade e incontra Artemide. Atteone vede Artemide e si presenta così com’è. Allora la dea lo punisce perché si presenta come Atteone e lo rispedisce tra la muta dei suoi cani trasformati in cervo. Qui, la maschera viene rovesciata. Atteone nel mondo dei vivi viene mascherato da cervo perché si presenta nel mondo dei morti da vivo, senza la maschera, cioè col suo vero volto. Questa è una infrazione rituale, un sacrilegio. La dea della notte, la signora della notte lo punisce. Un altro eroe, invece, che copre il volto con la maschera e penetra nel regno del negativo e ne riemerge vivo, è Perseo. Perseo ha altre forme di mascheramento, il mantello che lo rende invisibile, il cappello, lo specchio di Minerva; per cui, può entrare in contatto con le forze del negativo, dominarle senza contaminarsi, può utilizzare questo potere per trasmettere la vita nel mondo. Questo mito della maschera, dell’eroe che entra nell’altro mondo è un mito che si presenta molte volte nelle saghe e leggende delle più svariate tradizioni.

L’artista, in effetti, è, in questo senso, sciamano che utilizza l’artificio, quindi la maschera, per poter penetrare, entrare in contatto con quell’altro mondo”. In un mondo di finzione, le personae, cioè le maschere, sono le uniche a non recitare un ruolo. Chi, come Perseo, e come gli artisti convenuti in questa mostra, discenda agli Inferi, negli abissi insondabili dell’esperienza individuale, è già morto. Perciò non può morire. Perciò è in grado di offrireci il ritratto più attendibile dell’uomo contemporaneo, tra umano e postumano.

Quindi la maschera, per poter penetrare, entrare in contatto con quell’altro mondo”. In un mondo di finzione, le personae, cioè le maschere, sono le uniche a non recitare un ruolo. Chi, come Perseo, e come gli artisti convenuti in questa mostra, discenda agli Inferi, negli abissi insondabili dell’esperienza individuale, è già morto. Perciò non può morire.

Perciò è in grado di offrireci il ritratto più attendibile dell’uomo contemporaneo, tra umano e postumano. Quindi la maschera, per poter penetrare, entrare in contatto con quell’altro mondo”. In un mondo di finzione, le personae, cioè le maschere, sono le uniche a non recitare un ruolo. Chi, come Perseo, e come gli artisti convenuti in questa mostra, discenda agli Inferi, negli abissi insondabili dell’esperienza individuale, è già morto. Perciò non può morire. Perciò è in grado di offrireci il ritratto più attendibile dell’uomo contemporaneo, tra umano e postumano.

Ufficio Stampa Ex voto. Artisti per Rosalia

Leggi altri articoli qui