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“Il Varco Nel Vuoto” si presenta come l’ultimo affascinante capitolo dell’EP dei Sarneghera?, il secondo episodio della straordinaria trilogia intitolata “Tales from the Lake”. Nell’incalzante racconto, il Dr Vanderlei, personaggio centrale di questa avventura sonora, fa una scoperta strabiliante: la possibilità di attivare la misteriosa maschera utilizzando specifiche frequenze provenienti da alcune straordinarie composizioni musicali.

Dopo sperimentazioni incalzanti e instancabili sessioni di esplorazione sonora, il Dr Vanderlei ha selezionato migliaia di brani, sottoponendo la maschera a una vasta gamma di suoni. In modo inspiegabile, alcune di queste melodie hanno dimostrato di avere il potere di accendere l’antico artefatto. “Il Varco Nel Vuoto” cattura l’essenza di questa incredibile scoperta, offrendo un viaggio sonoro avvincente attraverso le frequenze che si rivelano chiavi per aprire il varco inesplorato del vuoto.

Come è nata la vostra collaborazione come band? C’è un momento che ricordate come il punto di partenza?

Diciamo che siamo rinati dalle ceneri come la fenice; in realtà bazzichiamo da tantissimo tempo nel sottobosco misconosciuto della comunità musicale bresciano-bergamasca avendo suonato in band come

d-swoon,  Anteo, Lamerda e Trade of faith. La band nasce da una idea di Cecco, il batterista, e Gianni, il bassista, che avendo ancora voglia di suonare dopo la messa in pausa della loro band precedente decidono di coinvolgere Federico “Piddu” alla chitarra. Dopo le prime prove abbiamo subito capito che c’era feeling e il resto, come si dice in questi casi, è storia. Siamo stati circa un anno senza cantante per poi trovare in Geordie la persona giusta per intraprendere questo viaggio “aliencore”.

Nasciamo ufficialmente nel 2019 e facciamo il nostro primo concerto un mese prima dell’esplosione della pandemia. Possiamo tranquillamente dire di essere una band nata male ma evolutasi in meglio.

Qual è stata la vostra musica di riferimento come band?

Siamo gente che viaggia o ha superato i 40 anni, cresciuta musicalmente tra gli anni 90 e i 2000, di conseguenza abbiamo come riferimento la musica alternativa di qual periodo; band come TOOL, Refused, Faith no more, dillinger escape plan sono il nostro zenith musicale, ma potrei citarti anche Mastodon, Converge, Bad Religion e Teatro degli orrori. Insomma musica pesante ma non ignorante.

Come funziona il processo creativo all’interno della vostra band? C’è un membro che si occupa principalmente della scrittura dei brani o è un lavoro di squadra?

Della parte compositiva si occupano prevalentemente Federico e Cecco. Le idee partono sempre da giri di chitarra, anche improvvisati, sui quali poi interviene Cecco per  le variazioni ritmiche. Gianni e Geordie sono le ultime ruote del carro ma non per questo meno importanti. Geordie crea una lingua aliena che sia musicalmente orecchiabile. Alle volte il testo esce spontaneamente in italiano. Gianni invece vive per il “less is more”.

Recentemente è uscito il vostro nuovo EP “Il Varco Nel Vuoto – Tales from the lake volume II”. Ci raccontate come è nato?

Nasce come secondo episodio di una trilogia spaziale che racconta le vicende del Dr.Vanderlei e del ritrovamento di una maschera che permette di poter comunicare attraverso una lingua ignota con il resto dell’universo. Il volume I ci ha lasciato con una questione aperta: “l’odio è lunica cosa che può unire l’umanità”. Il volume II ci consegna invece una visione più intima, meno catastrofica, ma allo stesso tempo più pessimista: “L’universo non si cura di te quando preghi in una stanza”

Siamo molto contenti di aver incontrato i ragazzi di overdub e di dischi del minollo che ci supportano in questo viaggio spaziale.

Quali sono gli elementi distintivi che pensate di portare nel panorama musicale con la vostra musica?

Nessuno di noi è presuntuoso nel dire cha abbiamo inventato un genere; facciamo una musica già sentita ma speriamo di farla bene e che possa far “vibrare” chi ci ascolta. Forse la cosa che portiamo in più rispetto ad altre band catalogabili nel genere posthardcore sta nello spettacolo di luci in sede live e nell’uso di una maschera che Geordie fa indossare anche a chi è presente ai concerti.

Quali sono i vostri progetti futuri come band?

A breve vogliamo concludere i pezzi che andranno a completare la trilogia e speriamo di far uscire il nuovo ep nel 2024. Per il resto stiamo cercando sempre più realtà che possano essere interessate alla nostra proposta.

Di seneci