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L’Abbazia di Santa Maria di Farfa un Tesoro Storico nel Cuore del Lazio

L’Abbazia di Santa Maria di Farfa è un posto speciale nel cuore della Sabina, vicino al fiume Farfarus, da cui prende il nome. È un monastero benedettino con una storia affascinante.

Una Storia Antica

Questo monastero ha visto la luce tra il 560 e il 570 grazie a Lorenzo Siro, che era vescovo di Forum Novum. Nel corso dei secoli, ha guadagnato molta importanza e ha ottenuto donazioni e privilegi da imperatori e papi. È diventato un posto molto potente, quasi come una città autonoma, anche se era molto vicino alla Chiesa. Si racconta che l’abate di Farfa avesse un’influenza quasi simile a quella del papa.

Tante persone colte e dedicate si sono avvicendate come abati, come l’abate Sicardo, parente di Carlo Magno. Durante il regno di Carlo Magno, Farfa ha vissuto un periodo di grande sviluppo, tanto che la sua struttura è stata completamente trasformata. In pochi decenni, è diventata uno dei luoghi più prestigiosi in Europa nel Medioevo.

L’Incubo dei Saraceni

Nonostante il successo, Farfa ha affrontato periodi difficili. L’abbazia è stata saccheggiata e incendiata a causa delle incursioni saracene. Alcuni monaci sono scappati e hanno trovato rifugio a Roma, dove ancora oggi si possono trovare tracce della loro presenza.

Tuttavia, Farfa si è ripresa sotto la guida di Ratfredo, che ha completato la costruzione della chiesa nel 913. Con la fine dell’Impero carolingio, l’abbazia ha sostenuto la causa dei filo-germani durante la lotta per il controllo della Chiesa.

Rinascita e Restauro

Nel 1547, sotto il cardinale Alessandro Farnese, Farfa è entrata a far parte della Congregazione cassinese. Nel corso di due secoli, l’abbazia ha perso la sua indipendenza a causa di abati che non vivevano più lì. Nel 1841, con la creazione della diocesi di Poggio Mirteto, l’abbazia ha perso il suo status di abbazia autonoma.

Nel 1861, dopo l’annessione all’Italia, alcune delle sue terre sono state vendute a privati. Tuttavia, il conte Giuseppe Volpi ha donato terre e proprietà per permettere alla comunità di Farfa di rinascere. Nel 1920, un gruppo di monaci inviati da Alfredo Ildefonso Schuster ha dato una nuova vita all’abbazia, che nel 1928 è stata dichiarata monumento nazionale.

L’Abbazia in Breve

L’abbazia conserva tracce di architettura carolingia uniche in Italia. La chiesa, con la sua facciata affascinante, presenta un interno in stile barocco con colonne marmoree e dipinti del Giudizio Universale. L’abbazia ospita anche una biblioteca statale con numerosi volumi, inclusi manoscritti e codici.

Intorno all’abbazia si estende il Borgo di Farfa, un luogo suggestivo con negozi artigianali e prodotti tipici, popolato da poche decine di persone.

L’Abbazia di Santa Maria di Farfa è un luogo di grande importanza storica, con una storia millenaria e una bellezza architettonica unica. È una tappa imperdibile per chi vuole scoprire il passato affascinante dell’Italia.

(foto e testo di Leonardo Parisi)

Sito Ufficiale dell’Abbazzia di Farfa

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