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La produzione è quella di Vincenzo Vescera che conosciamo bene dal progetto dei RaestaVinvE. LaBrass, al secolo Rocco Ionico, sassofonista ma anche voce e cantautore di un pop dai contorni definiti e dal taglio sfacciatamente romantico. Eccolo il nuovo singolo dal titolo “Ninna nanna dei perdenti”:

«La canzone racconta la storia di un uomo che, al calar della sera, in preda alla solitudine per la mancanza del figlio, non riesce più a prender sonno. Ecco che intona una nenia per se stesso, nel tentativo di ricongiungersi col piccolo». LaBrass

Un nuovo singolo oggi… che momento della tua carriera è questo?
Questo per me è un momento che realmente non saprei descrivere. Totale cambio di vita, sia professionale che personale. So solo che a livello artistico ho la forte sensazione di aver, come dire, scalato una montagna. Sento di aver creato qualcosa di impegnativo e importante, non solo per me, ma anche per le centinaia di persone che mi han scritto e che continuano a farlo. E di questo, per il momento, non posso che essere immensamente grato.

Cantautore, sassofonista… in che modo le due cose camminano assieme? Sembrano nature assai distanti e differenti…
Le due cose stanno convergendo in un futuro album dove la mia vena sassofonistica e cantautorale si fonderanno assieme. Per ora mi dedicherò alla scrittura e alle performances live col sax, ho voglia di attingere nuova linfa creativa.

Hai mai composto con il sax? Hai mai pensato ad un brano o un disco voce e sax?
Per sax ho scritto molto. Spaziando parecchio nei generi, ma sempre concentrato sul mondo sassofonistico e dei fiati. Ho iniziato nell’adolescenza a comporre sonate per pianoforte e sax soprano, per poi arrivare alle pubblicazioni pop “Brutta Malattia” e “The Elegance of Sax”, dischi che hanno avuto un bel riscontro da parte del pubblico. Poi nel 2021 ho cambiato rotta pubblicando con la BCM Records “TanGargan”, un album di 10 brani dove ognuno prende il nome di una spiaggia della mia terra. Un disco che racchiude Tango, Jazz e Gargano. Ora sono uscito a nome di LaBrass con Ninna nanna dei perdenti, puro cantautorato in stile italiano. Per il futuro? Aspettatevi di tutto…

La canzone d’autore oggi per te… che peso e che ruolo ha?
La canzone d’autore, oggi come oggi, rappresenta un baluardo da preservare. In un mondo globalizzato e omologato come quello attuale è sempre più difficile trovare la forza di fermarsi e riflettere. Il cantautore ha perciò questo ruolo di ergersi a “scrutatore di coscienze”, dove ciò richiede tempo e fatica che pochi ormai vogliono spendere. Tutti in fila per comprare l’ultimo gadget tecnologico, in una corsa contro il tempo senza senso; ma chi ha ancora la voglia di fermarsi e prendere coscienza del proprio sé e del proprio tempo? Un cantautore, in alcuni casi, può essere d’aiuto più che un medico o un mental coach.

Bello il video: anche questo nasce dalla collaborazione con Vinvè. Come ci avete lavorato?
Il video, a dire il vero, è tutto merito del mio produttore Vinve’. Inizialmente si pensava di girare le riprese in uno spazio aperto, su una spiaggia, in maniera da contrapporre la sensazione di solitudine con l’immensità del mare. Ma poi Vinve’ ha avuto l’intuizione che la verità più recondita poteva emergere solo dove tutto era accaduto e aveva dato origine alla mia “Ninna nanna dei perdenti”. Perciò ha deciso di girare in casa mia, raccontando passo dopo passo, quasi come un film, il susseguirsi degli eventi. I giochi del mio bimbo accanto al pianoforte, la culla, il portafoto mai riempito… rappresentano la verità nuda e cruda di ciò che ho vissuto. Nella semplicità è racchiusa l’autenticità.

Alla fine, allegoria che cattura questo brano: si riesce a dormire oppure la mancanza, le emozioni vincono sempre?
Il tempo lenisce ogni cosa, anche le ferite più profonde. Solo che nessuno dice che in realtà certe cose non cicatrizzano mai, si può solo imparare a convivere indurendo la parte esposta. È così che si riesce nuovamente a dormire. O almeno, così è stato per me.