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Esplorando Rocchettine un Viaggio nel Cuore della Sabina

Nel cuore della suggestiva Sabina, tra i comuni di Montebuono, Vacone e il capoluogo Torri in Sabina, sorgono le gemelle Rocchette e Rocchettine. Queste due fortezze medievali si ergono maestose, dominando la gola del Fiume Laia, un affluente del Torrente Imelle che a sua volta sfocia nel Fiume Tevere. Situate a pochi passi dal confine umbro, offrono uno spettacolo mozzafiato in un contesto naturale ricco di boschi e corsi d’acqua.

La Storia Intrigante di Rocchettine

La storia di Rocchettine è intrecciata con quella della vicina Rocchette, formando un affascinante mosaico di epoche e dominazioni. Fondate nel XIII secolo d.C., le due fortezze, Rocca Guidonesca (Rocchettine) e Rocca Bertalda (Rocchette), furono costruite per proteggere la vitale arteria che collegava Rieti alla valle del Fiume Tevere.

Inizialmente sotto il controllo del vescovo della Sabina, Rocchettine passò successivamente alla famiglia Savelli nel XVI secolo, seguita da un lungo periodo sotto il dominio degli Orsini. Nel 1728, le fortezze entrarono a far parte della Camera Apostolica, e Rocchettine, presumibilmente abbandonata nel XVII secolo, fu riscoperta nel 1817 quando il Cardinal Consalvi assegnò il territorio a Torri in Sabina.

Rocchettine tra Medioevo e Rinascimento

Rocchettine, posta strategicamente tra il Passo di Fontecerro a nord e Montebuono a sud, conserva la sua atmosfera medievale. Mentre le vie commerciali hanno cambiato rotta nel corso dei secoli, la fortezza mantiene l’austerità tipica delle sue origini.

Attraversando l’antica porta d’accesso, ci si immerge in un’atmosfera medievale, con muraglioni che si affacciano sulla valle sottostante. Le fortificazioni originarie sono ben conservate, testimoniando il ruolo cruciale che Rocchettine ha svolto nella comunicazione tra Rieti e il Tevere.

La Città Fantasma e la Sua Rinascita

Tuttavia, Rocchettine ha conosciuto periodi di spopolamento e abbandono. Le case che sorseggiano attorno alle sue mura, ora in rovina, raccontano storie di un passato dimenticato. Nel XVII secolo, la fortezza sembrava svanire dalla storia e dalla geografia, ma nel 1817, un decreto del Cardinal Consalvi ha riportato Rocchettine sotto i riflettori.

Oggi, visitare Rocchettine significa fare un viaggio nel tempo. La sua imponente torre circolare e i muraglioni, costruiti con la tipica pietra calcarea della Sabina, si ergono maestosi nel paesaggio circostante.

Il Borgo Fortificato e la Chiesa di San Lorenzo

Superata la porta d’ingresso, si scopre un borgo che sembra sospeso nel medioevo. Le case abbandonate, le rovine e la struttura originaria si intrecciano in un affascinante labirinto di storia.

La Chiesa di San Lorenzo, seppur trasformata nel corso dei secoli, offre una visione unica. Ricostruita in stile tardo barocco nel XVIII secolo, si fonde con il panorama circostante. Il campanile e la facciata sono testimoni delle varie epoche che hanno plasmato questo luogo.

Come Raggiungere Rocchettine

Per immergersi in questa esperienza unica, si può raggiungere Rocchettine percorrendo l’autostrada A1 e uscendo al casello di Magliano Sabina. Da lì, seguendo le indicazioni verso Rocchette e Vacone, si arriva a questo gioiello medievale.

Rocchettine, con la sua storia affascinante e la sua architettura imponente, continua a incantare i visitatori, offrendo un viaggio indimenticabile nel passato.

(foto e testo di Leonardo Parisi)

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