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di Annalisa Lo Monaco

Dal 9 al 12 novembre si è potuto assistere al teatro Ghione all’adattamento teatrale del film “La ciociara.”
Un coraggioso adattamento teatrale di Annibale Ruccello, con la regia di Aldo Reggiani e messa in scena di Caterina Costantini nella parte che fu della Loren e alla quale andò l’Oscar.

Lo spunto, per rivisitare la storia, prende il via da uno scontro fra Cesira e Rosetta per una questione economica sorta fra loro, alla fine del conflitto.

Sarà un amarcord per far ripercorrere le vicende delle protagoniste che Moravia raccontó così mirabilmente, agli italiani del dopoguerra.

La vicenda si dipana negli ultimi mesi della guerra, quando Cesira per sfuggire ai bombardamenti, fugge da Roma con la figlia Rosetta, andando incontro però a disagi e pericoli maggiori che culmineranno con lo stupro della figlia.
La regia offre momenti di pathos grazie anche alla combinazione di luci e suoni ben orchestrati.

Si apprezza lo sforzo narrativo anche se lo spettacolo, che esordì nell’85, mostra i segni dell’usura, pur rappresentando situazioni drammatiche quanto mai attuali.

La brava Costantini evoca forse troppo la Magnani, alla quale in realtà fu offerta in origine la parte di Cesira, perdendo l’occasione di mettere in campo un’interpretazione personale.
Bravi gli attori anche se un po’ troppo sopra le righe.
Questo antico e attuale racconto della guerra, avrebbe gradito un tono più sommesso, sofferto e doloroso.

Le due donne, nonostante il monito del personaggio Michele, un idealista antifascista, incontrato nel cammino verso il suo paese in Ciociaria, paese nel quale non giungerà mai, non riusciranno a risollevarsi.

Viene rappresentata un’umanità che per sopravvivere è disposta a tutto ma che non sa reagire, restando vittima degli eventi.

Di quanta fame dovremo soffrire. Quanti morti dovremo seppellire. Quanto dolore dovremo ancora affrontare prima di capire, per dirla con Prevèrt : “… que connerie la guerre!”

Gli altri interpreti sono, oltre la brava Lorenza Guerrieri nei panni della cinica e disincantata vecchia Concetta che le ospiterà, Armando De Ceccon, Vincenzo Bocciarelli, Marco Blanchi, Vincenzo Pellicanó e la giovane Flavia De Stefano nella parte di Rosetta.
Scene e costumi G.P. Musiche Eugenio Tassitano. Aiuto messa in scena Laura Mazzon. Coordinatrice compagnia Manuela Barzagli. Organizzazione di Gabriele Pianese.