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Un “Caffe” Con l’attore Daniele Di Matteo

di Sabina Fattibene

Il mondo dello spettacolo fatto da attori e addetti ai lavori, suscita nella gente comune sempre una grande curiosità, di conoscere la vita e il modo di pensare soprattutto degli attori che nel loro mestiere fanno vivere in loro tante personalità e tante realtà se pure finte, ma a volte lascia nella loro psiche tracce che possono trasformare il loro carattere la loro forma mentale, conoscere un attore nel suo profondo non è sempre facile, bisogna scavare nella sua vita, nel passato.

Facciamo che ci prendiamo un caffè con un giovane doppiatore che è attore e anche cantante di lirica, Daniele Di Matteo.

Nasce a Roma il 05.10.1991 da padre medico e madre casalinga, dalla sua più tenera età dimostra di essere un bambino curioso, sensibile e attento alle relazioni interpersonali, malgrado il padre lo spingesse a seguire le sue orme. Daniele si mostra completamente disinteressato alla nobile arte della medicina, mostrando particolare interesse per la recitazione e per le imitazioni di suoni e quant’altro lo circondava.

Nel tempo matura in lui sempre di più la voglia di fare cinema , estendendo questo “gioco” non solo davanti alla televisione di casa, ma anche nella vita di tutti i giorni, iniziando via via a imitare sempre di più voci e atteggiamenti di amici, parenti, e personaggi dello spettacolo.

Non essendo figlio d’arte, inizia a muovere i primi passi da solo, segue corsi di recitazione, laboratori teatrali e studi universitari, la sua decisione è farsi strada il più possibile, avendo l’incoraggiamento e l’aiuto economico dei genitori.

Gli studi universitari, giocano qui un ruolo fondamentale per la sua carriera. Approda nelle aule del Dams di Roma Tre (e nei vari laboratori pratici teatrali) dove ha l’occasione di conoscere il modo di recitare dei grandi maestri del passato che lo cambieranno per sempre, tra questi, per citarne alcuni: Konstantin Sergeevič, Stanislavskij, Bertolt Brecht, Antonin Artaud, Jerzy Grotowski. E sarà proprio Antonin Artaud, e alla sua definizione sull’attore che è “L’attore è Atleta del Cuore” lo segnerà profondamente. Per Daniele il pensiero di Artaud rappresenta un pilastro fondamentale.

“L’attore quindi, non è semplicemente un interprete che mette in scena una storia calandosi in un personaggio, ma bensì è un vero e proprio atleta (parola che deriva dal greco athlos, vale adire lotta, gara, competizione), colui che è proteso nello sforzo di superare la sfida sportiva, ma, se vogliamo, ancora di più, nello sforzo di superare sé stesso e i propri limiti, e quindi, migliorare giorno dopo giorno, per diventare “un uomo migliore”. Ed è proprio in questo periodo, nel settembre 2011, contemporaneamente agli studi universitari, allo studio della tecnica vocale lirica e ai laboratori e spettacoli teatrali, che conosce il mondo del doppiaggio, mondo che, come abbiamo detto, lo ha appassionato fin da piccolo. Comincia un lungo percorso di 5 anni di “gavetta vecchia scuola” nel quale, per molte ore al giorno, osserva con grande umiltà i grandi professionisti all’opera, cercando di coglierne segreti e abilità.

Si rende conto via via che il mondo del doppiaggio è un cerchio molto chiuso e dì élite ed è proprio per questo che si sente onorato di farne parte. Durante il periodo di gavetta, capisce sempre più che il doppiaggio è una specializzazione dell’arte dell’attore, proprio perché, solo con la voce, deve riuscire a donare allo spettatore quelle stesse emozioni che a loro volta sono state trasmesse dall’attore originale che si va a doppiare. Completata la laurea e la gavetta, nel gennaio 2016, inizierà a sostenere i primi provini nelle maggior parte delle sale di doppiaggio romane, affermandosi sempre di più, e riuscendo, nel giro di pochissimo, a renderlo stabilmente il proprio lavoro. Tra alcuni suoi lavori più recenti ci sono per esempio: Lupin, dove doppia Antoine Gouy, Squid Game, dove doppia GongYoo, Special, dove doppia Ryan O’Connell e House Of Gucci dove doppia Edouard Philipponnat.

Daniele Di Matteo secondo il suo punto di vista sull’importanza della figura dell’attore-doppiatore, pensa che sia una figura fondamentale nella nostra società; avendo tra le mani una grande responsabilità. Non solo ha il compito di far emozionare le persone che vanno a teatro o a sentire un film doppiato, ma ha anche la responsabilità di diffondere dei messaggi positivi che contribuiscono a far sognare perchè i sogni aiutano a vivere, e l’attore è un creatore di sogni.

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