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Prefazione: tutti sappiamo della decisione di Roger Federer di ritirarsi dal mondo del tennis. Siccome mi sembrava quasi pretestuoso cercare di raccontare il fatto in maniera solitaria e non avendo la possibilità, almeno nel breve termine, di poter far intervenire un personaggio importante del mondo del tennis, ho deciso di sfogliare la tabella dei commenti di importanti profili social di giornali, sia nazionali che di settore. Credo che il parere della gente possa dare un segno tangibile di quello che ha rappresentato Federer. Ho tagliato dei bellissimi commenti, ma solo per questioni di spazio, sarebbe diventato un libro e non un pezzo.

“Questi sono i grandi campioni che fanno la storia e che oggi purtroppo non ritroviamo più nel mondo del calcio”. Lo sappiamo, siamo un Paese calciofilo, ogni metro di paragone di qualsiasi contesto va ad occupare l’amato ed odiato calcio, almeno da parte degli appassionati di tennis. “Una pugnalata al cuore, senza di te il tennis non sarà piú la stessa cosa, ma grazie di averci fatto godere come mai. No Roger no party”. Era un po’ che non sentivo citare un vecchio spot della Martini. Posso nominare la Martini, sì? Non credo che aumenterà il suo fatturato grazie ad un mio articolo.

Con 20 successi in 31 finali, Federer è il terzo tennista più vincente nelle prove del Grande Slam in ambito singolare maschile dietro a Rafael Nadal (22) e Novak Djokovic (21).

“Ho iniziato ad amare il tennis grazie a te, e l’annuncio del tuo ritiro, seppur nell’aria, mi mette molta tristezza. È la fine di un’era, perché tu sei e sarai sempre una leggenda di questo sport. Grazie di tutto, Re Roger”. Semplicemente un messaggio da brividi. “Ci ha fatto il regalo più bello in assoluto, farci vedere un tennis meraviglioso, ci ha regalato emozioni, ci ha fatto battere il cuore, ci lascia negli occhi e nella mente vittorie strepitose, ci mancherà, la sua classe, il suo sorriso, ci mancherà vederlo”. Quello che ci appare è questo: puoi essere supertifoso di Nadal o di Djokovic, ma non puoi considerare in maniera totalmente negativa Federer. “Djokovic e Nadal possono piacere o non piacere. Ma se hai mai preso in mano una racchetta da tennis non può non piacerti Federer”. Ha spiegato meglio il mio concetto.

“Finale all’Australian Open 2017, partita fra questi 2 mostri che ha fatto emozionare tutta la galassia”. Cinque anni trascorsi di questa partita e ancora è viva negli occhi, nonostante il tennis viva 12 mesi all’anno, praticamente per 365 giorni. “Grazie per esserci stato. Campione con la C maiuscola. Immenso, umile, luminoso, tutti i paragoni che verranno fatti non saranno che un granello di sabbia nel deserto” Di questo ho paura. Non ci sarà un altro Federer. Niente paragoni. Se sei un tennista svizzero emergente di grande caratura, cambia nazionalità o sei spacciato. “Si sarebbe dovuto ritirare nel 2019 quando ha mancato due match-point a Wimbledon contro Djokovic. Lì ho capito che non era più lui”. E qui un argomento davvero tosto da affrontare: qual è il momento giusto di ritirarsi? Quando sei ancora al top? O quando hai sparato tutte le cartucce?

Federer al secondo posto nella classifica all-time di settimane trascorse da numero 1 del mondo (310). A 36 anni è divenuto il tennista più longevo in cima alla graduatoria.

“A prescindere dai tornei vinti (comunque tantissimi) secondo me miglior tennista di tutti i tempi per potenza, classe, tecnica ed eleganza”. Altro tema spinoso. Come si fa a decretare un atleta più forte rispetto ad un altro? Guardando il palmares o facendosi guidare dalle emozioni? Basti guardare Marco Pantani. Non il più vincente di sempre, ma il più amato.

“Mi spiace immensamente perdere un fuoriclasse assoluto come re Roger, ma sono anche contento che non si sia infilato in un rientro calvario fatto di figure mediocri non degne di una leggenda come lui. Sul piano sportivo uno dei giorni più brutti della mia vita… Grazie Roger, di tutto, il termine GOAT era stato coniato per te e per quanto mi riguarda non ce ne sarà mai un altro”. Questo messaggio segna lo spartiacque tra il campione e la leggenda. La leggenda cambia il respiro di uno sport, il modo di interpretarlo, di commentarlo e di viverlo.

“Forza ragazzi!!! Vinciamo la Davis e dedichiamogliela!!!” Addirittura? “Speravo che questo giorno non arrivasse mai. Questo atleta ha cambiato per sempre il gioco del tennis portandolo ad un livello incredibile, attraverso la sua eleganza e classe. Non ci sarà mai più un campione come lui in grado di creare uno stile inimitabile”. Qui torna il discorso sulla leggenda. “Sarebbe stato bello che Gianni Clerici avesse potuto scriverne un ultimo pezzo. Ma di certo lassù starà salutando il suo “amato svizzero”. Unico giocatore che sia riuscito a rendere moderno il tennis classico mantenendone la magia”. Resto in silenzio. E poi gli ermetici ungarettiani. “Non sono pronto”. Tre parole sole, ma che lasciano trasparire tanto. “Questo giorno non esiste”. Esattamente come per i romanisti non è mai esistita Roma-Liverpool, ma con connessioni del tutto differenti.

Alle Olimpiadi King Roger ha conquistato due medaglie: ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 vince l’oro nel doppio assieme al connazionale Stanislas Wawrinka, mentre a Londra 2012 conquista l’argento nel singolare perdendo in finale con Andy Murray.

“…e invece non poteva che essere così, “un ritiro da giovedì pomeriggio”, senza gala, sfarzo, fuochi d’artificio… un ritiro semplice, elegante, composto… come è sempre stato lui”. Questo è un discorso puramente personale di stile, un po’ sono d’accordo e un po’ no.

“Federer è stato il poeta del tennis. Ha racchiuso in un solo giocatore qualità eccelse: l’eleganza del gesto agonistico, il tocco sopraffino, la leggiadria nei movimenti, la tecnica da Master Class, la presenza scenica imponente, il carisma del fuoriclasse senza tempo. È stato bellissimo questo viaggio che oggi giunge definitivamente ed ineluttabilmente al capolinea. Siamo stati fortunati ad averti potuto ammirare e godere in tutti questi anni di puro spettacolo. Sarai per sempre l’espressione più bella della racchetta, racchiudendo in questo sport tutte le qualità agonistiche e i valori morali ed etici che fanno di un fuoriclasse sportivo un mito eterno”. La chiusura l’ho trovata.