Roberto Guarducci, fondamentale ripartire dalle nostre radici storiche e estetico-creative: è il DNA della nostra cultura Italiana.

di Ester Campese

Roberto Guarducci è un fashion designer italiano dalla lunga esperienza che vanta, nel suo lungo percorso professionale, collaborazioni di altissimo profilo. Tra queste spicca tra l’altro l’esperienza pluri-ventennale con la Maison Fendi con cui collabora fino al 2003. In questo periodo collabora anche con Karl Lagerfeld definito il Kaiser della moda. Precedentemente lavora per la Maison Basile affiancando Luciano Soprani. Dopo aver maturato tutte queste corpose esperienze decide di creare la propria griffe. Il brand coinciderà con il suo nome: Roberto Guarducci.

Roberto Guarducci – fashion designer italiano

Il suo stile risente dell’influenza degli anni venti, che per molti appassionati è il più elegante e che si rifà al periodo Nouveau e Dèco. Si ritrovano dunque nei suoi abiti quelle eleganti atmosfere che sanno esaltare la femminilità anche delle donne moderne. Nelle sue creazioni dai delicati drappeggi realizzati con tessuti di seta, raso e pizzo, vi è l’arricchimento e lo scintillio di paillettes, swarovski oltre all’evanescenza sognante fatta di boa e piume di cigno.

Oggi Guarducci è docente di fashion design presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari, città dove vive e lavora. Non possiamo non rammentare che è anche direttore artistico di “La Magia delle Muse”, un evento di Alta Moda che si tiene al Petruzzelli di Bari e del quale è ideatore e promotore.

Quando e perché Roberto Guarducci ha deciso di fare lo stilista?

In realtà seguire questa professione è stata per me la naturale conseguenza del percorso degli studi artistici che avevo intrapreso sin da giovane, che mi portavano a desiderare di realizzare un percorso lavorativo e creativo che seguisse un indirizzo estetico. Certamente l’influenza educativa e familiare ricevuta ha contribuito a stimolare in me il desiderio di poter esprimere le mie visioni creative in immagini dell’abbigliamento che potessero valorizzare le figure e le personalità di chi le indossa. Sono state poi le opportunità e le occasioni casuali e fortuite che mi hanno spinto ad intraprendere questa professione così particolare ed impegnativa.

C’è una cosa per cui va più fiero?

Ritengo che il “sogno” di ogni creativo sia quello di poter realizzare con le proprie capacità intellettive e manuali un proprio stile, che possa essere assolutamente identificabile e che poi diventi ben definito nell’immaginario collettivo, ed in questo io ritengo di esserci pienamente riuscito.

Se potesse cambiare invece qualcosa del suo percorso artistico?

In questo senso posso affermare di non voler cambiare nulla, certamente non è stato un percorso facile, ma ho avuto nel tempo la possibilità di sperimentarmi attraverso la possibilità di esprimermi e quindi di fare lunghe esperienze in Maison importanti che hanno permesso di consolidare in me una conoscenza maggiore del prodotto e di sviluppare una consapevolezza estetica e creativa. Attualmente cerco di trasmettere queste mie esperienze professionali anche ai miei studenti della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Bari, dove insegno Fashion Design.

La moda per molti è solo un fatto effimero, muove invece enormi business, oltre ad essere “on top” del Made in Italy. La ricetta per rilanciare il settore post pandemia?

Io sono dell’idea che per rilanciare la moda italiana sia fondamentale ripartire dalle nostre radici storiche oltre che estetico-creative, perché quel senso artistico ed imprenditoriale che possediamo, che fa parte del nostro DNA e della nostra cultura, ed è l’unica e fondamentale forza che realmente ci appartiene e ci caratterizza, essendo imprescindibile dal nostro modo di essere italiani.

Oggi il web e i social sono al centro della comunicazione, come si relaziona con loro?

Indubbiamente la comunicazione è di fondamentale importanza in un periodo storico nel quale la pubblicità e la esposizione mediatica sono alla base del successo delle produzioni di moda e di ogni genere di attività. Sono già alcuni anni che anche io mi sono adeguato a programmare la mia professione anche attraverso questi utilissimi processi virtuali divenuti ormai di fondamentale importanza. Certamente mi avvalgo della collaborazione del mio ufficio stampa per utilizzare strategicamente e nel miglior modo possibile i messaggi comunicativi che evidenziano il mio brand e quella che è l’immagine professionale che propongo.

Qual è il segreto della longevità di un brand, oltre crediamo noi, alla passione e direi all’istinto? 

Io ritengo che il segreto sia mantenere nel tempo una propria identità di stile che si deve costruire con la giusta professionalità e con le adeguate strategie commerciali, oltre che con la determinazione ed il continuo rinnovo dell’immagine che pur rimanendo coerente alla proprie caratteristiche strutturali, si evolve con i tempi, adeguandosi alle richieste del mercato. Quell’ emozione istintiva ed intuitiva oltre che creativa, deve essere sempre percepita con grande sensibilità e grande entusiasmo, perché è soltanto questa è la vera chiave del successo di una Griffe.

Crediti:

  • SAVATORE LEONE UFFICIO STAMPA
  • FRANCESCO OTTOMANIELLO FOTOGRAFO
  • ELISABETTA TANSELLA MAKE UP ARTIST
  • NICOLA DE GIGLIO HAIR STYLIST

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