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Un Nuraghe scomparso?

In Sardegna vicino ad Olbia e più esattamente presso Porto Rotondo esiste una località chiamata “Punta Su Nuraghe”, un residence dal nome “Nuraghe”, ma dal 2015, ahimè, non c’è più il nuraghe.
Cosa è successo? Se lo sono caricato e portato via i ladri d’arte? L’hanno smontato e trasferito in un museo? È stato venduto all’asta e ora si trova in un museo americano o cinese? O forse un magnate russo l’ha caricato sul proprio yacht?
Niente di tutto questo. Semplicemente si è scoperto che non era davvero un nuraghe!
Infatti lo scavo archeologico integrale ha portato alla luce una torre cilindrica in grandi blocchi di granito sagomati, riempita di pietre e terra, priva di accessi e circondata da un più basso anello di pietre e terra. Non poteva essere un nuraghe, nessuno poteva essere ospitato al suo interno.
L’archeologa Paola Mancini con la supervisione della Soprintendenza ha decretato che la struttura è un unicum del Mediterraneo: una torretta di avvistamento e di segnalazione punica.

https://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/06/20/news/il-nuraghe-e-una-torre-punica-1.11650458

Ma che succedeva in quelle zone? Chi doveva essere avvistato? Cosa aveva reso necessario essere avvertiti dei pericoli provenienti dal golfo di Cugnana?
Innanzitutto bisogna dire che la torretta apparteneva al sistema difensivo della città cartaginese di Olbia, poco a sud. Con l’accensione di un fuoco sulla sommità si intendeva quindi avvertire la città di un pericolo proveniente da nord.
A nord, in Corsica ad Alalia (ora Aleria) c’erano i Greci Focesi provenienti dall’Asia Minore. Tra i due popoli non correva buon sangue, soprattutto a causa dell’espansionismo dei Focesi, in quel periodo fuggiti in massa dalla loro madrepatria sulle coste dell’Anatolia, a causa dell’espansione dei Persiani.
Erano fuggitivi ed erano in molti, con navi formidabili e in ricerca di fortuna. Avevano fondato Massalia (Marsiglia) e nel Tirreno erano diventati molto aggressivi. A farne le spese erano spesso le navi dei Cartaginesi e quelle degli Etruschi.
Si preparava una guerra che avrebbe deciso il dominato in quei mari. Etruschi e Cartaginesi si allearono e sancirono i loro accordi con le lamine d’oro di Pyrgi (scritte in fenicio e etrusco), poi preparano la flotta e le difese. Ad Olbia i Cartaginesi racchiusero la città tra le mura e stabilirono torrette di avvistamento e di segnalazione per essere prontamente avvertiti del pericolo greco da nord.
Nel 535 a.C. avvenne la Battaglia del Mare Sardo nella quale 60 navi pentecontere focesi affrontarono 60 navi cartaginesi e 60 navi etrusche. Gli alleati erano in vantaggio: le due flotte insieme superavamo di tanto il numero delle navi greche. Il rapporto era di 2 a 1, per cui la battaglia sembrava volgere a favore degli alleati. Lo scontro fu epico e nessuno dei due schieramenti voleva ritirarsi per cui tutte le navi da entrambe le parti furono danneggiate. Alla fine vinsero i Greci Focesi, ma non fu una vittoria da festeggiare, perché alla fine si ritrovarono senza flotta e dovettero cedere il passo agli alleati, ritirandosi a Reggio Calabria. Si disse allora “Vittoria Cadmea“, come oggi di dice “Vittoria di Pirro“, cioè un successo effimero che però lascia stremati i vincitori e si traduce quasi in una sconfitta.

Una ricostruzione un po’ fantasiosa quella che collega la torretta alla battaglia navale più imponente dell’antichità nel Mediterraneo Occidentale? È possibile non essendo io uno storico, bensì un narratore. Ad ogni modo molte cose collimano con quanto già accertato dagli storici. Forse qualche datazione non corrisponderà ai fatti, ma si sa: non sempre siamo in grado di ricostruire con certezza il nostro passato, ma possiamo comunque entusiasmarci per queste storie.

E allora cosa si deve fare ora? Rinominare la punta e il residence sardi?
Per il momento è stato cambiato il cartello che ora indica il monumento con il nome di “torretta” e sono stati modificati i manifesti con le spiegazioni.
Ma non è abbastanza. Cosa si aspetta infatti a valorizzare davvero la storia passata sia a scopi culturali sia anche turistici?