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Enzo Garinei non solo un attore, un pezzo di storia d’Italia che se ne va

di Sabina Fattibene

All’età di 96 anni Enzo Garinei, uno dei più bravi caratteristi italiani, ci ha lasciato in un giorno caldo d’estate il 25 Agosto del 2022. Nato a Roma nel 1926,con la sua vita ha attraversato epoche di grandi evoluzioni storico-sociali. Un uomo gioviale, simpatico, mai fuori posto sempre attento al suo ruolo mai invadente, un signore, molto amato dal pubblico, con la sua faccia allungata e le orecchie a sventola, sempre con il sorriso sulle labbra anche fuori dal palcoscenico.

Ha fatto 80 film spesso in ruoli brillanti. Inizia la sua carriera nel dopo guerra nel 1946 con il regista Mario Mattoli nel film ”Signorinella” nel 1949 fu accanto al principe De Curtis nel film divertente “Totò Le Mokò. Con il grande Totò recitò in decine di film, di lui Enzo Garinei diceva: “Era un fenomeno ma si sminuiva”.

Nel corso di quattro decenni partecipò ,in ruoli secondari, a numerose commedie e film, con registi come Mario Monicelli e Camillo Mastrocinque.

Era considerato uno dei più bravi caratteristi dello spettacolo italiano. Fratello di Pietro Garinei della premiata ditta di autori Garinei e Giovannini, con cui ha fatto una serie di commedie musicali. Quando nacque la Televisione ne fu entusiasta, capì l’importanza di questa scoperta, il Teatro il Cinema entravano nelle case della gente, anche di chi a Teatro non poteva andarci.

Teatro, cinema e TV

Alla carriera teatrale e cinematografica si affianca quella televisiva a cui partecipa con decine di sketch in trasmissioni di Varietà musicali, affianco a Delia Scala e a Gino Bramieri con quest’ultimo ha avuto un periodo di lavoro sia in “GB Show” che in “Cielo mio marito”.

Molto amico di Bramieri, Enzo Garinei diceva di Lui: “Era un entusiasta, pieno di idee ricordo quando eravamo a Napoli per la Rai e ce ne andavamo in giro per quei mercatini eredità degli americani dove si trovava di tutto. La gente lo riconosceva, ci riconosceva, lo chiamava Guarda Gino! Ciao Gino! sta con altro attore, Galileo Galilei (il mio nome lo storpiavano così). Veniva acclamato con affetto sincero, lui uomo generosissimo”.

Tra le commedie musicali che hanno visto Enzo Garinei protagonista c’è Alleluja brava gente, con Rascel e Proietti, firmato dal duo Garinei Giovannini. Nei giorni nostri ha lavorato con diversi attori da Tomas Milian, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio.

La comicità di Garinei era garbata, mai sguaiata, composta, esplosiva, elegante, di stile anglosassone e romanesco. Negli anni più recenti 2019 e 2022 a preso parte alla commedia musicale Aggiungi un posto a tavola con Gianluca Guidi, facendo fuori campo La voce di Dio. La commedia  è stata portata in tournée in diverse città italiane. E’ comunque stato in grado di sostenere nonostante la sua età ore e ore di prove e di spettacolo a teatro.

Ha usato la sua voce nel doppiaggio il personaggio famoso che ha doppiato è George Jefferson della sitcom I Jefferson del 1975 / 1985. Doppiare di film del calibro di ” Qualcuno volò sul nido del Cuculo” e “Harry Potter e la pietra filosofale”. Ha anche doppiato in alcune comiche e film Stan Laurel (Stalio) mentre Alberto Sordi doppiava Oliver Hardy (Olio).

Caratterista con una tragedia nella sua vita

La sua vita è stata segnata da una tragedia, la morte del figlio Andrea Garinei anche lui attore morto all’età di 50 anni per una brutta malattia. Considerava il figlio un talento artistico, avrebbe voluto fare uno spettacolo insieme a lui, con il figlio c’era molto rispetto e comunicazione, valori che secondo Enzo Garinei mancano nella società di oggi.

Lui che ha scelto di essere un caratterista ha dichiarato, che oggi si vuole tutti un ruolo importante essere al centro  dell’attenzione, protagonisti, il caratterista è un ruolo che si va perdendo, infatti sua la seguente dichiarazione: “Oggi c’è un eccesso di protagonismo fra noi attori, se fai una fiction si diventa subito protagonisti, non ho mai voluto essere il primo attore, ero contento di quello che facevo. Invece oggi in Italia nessuno vuole fare il caratterista perché appunto si è malati di protagonismo“.

E’ comunque stato in grado di sostenere nonostante la sua età ore e ore di prove e di spettacolo a teatro.